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domenica 8 marzo 2009

UFFICIALE:BECKHAM E' DEL MILAN


David Beckham resterà al Milan fino alla fine della stagione e tornerà ai Los Angeles Galaxy solo in luglio. L'annuncio della conclusione della trattativa è stato dato dal club statunitense. Il 33enne centrocampista ed i rossoneri verseranno però nelle casse dei Galaxy "una cifra multimilionaria" che garantirà l'estensione del prestito, la cui scadenza era inizialmente stata fissata all'8 marzo: per ora, le cifre non sono state rese note.

I Galaxy, si ricorderà chiedevano 10 milioni di dollari, il Milan ne offriva 3. Logica vuole che la strada buona sia stata trovata nel mezzo, intorno ai 5 milioni.

Beckham potrà festeggiare il raggiungimento di quello che era da tempo il suo obiettivo in campo, in Milan-Atalanta, partita che, originariamente, avrebbe dovuto rappresentare la sua ultima esibizione in rossonero. "Sono grato ad entrambe le società per avere fatto diventare realtà questo sogno -ha scritto l'inglese in un comunicato- mi sarà permesso di giocare nella stessa stagione al Milan e ai Galaxy, con la possibilità di poter mantenere il mio impegno per la Major League Soccer e per lo sviluppo del calcio negli Stati Uniti, un aspetto che mi appassiona molto".

Reazioni pacate e "politically correct" anche da parte della dirigenza dei Galaxy: "E' stato scritto molto su questa vicenda, ma la nostra intenzione è sempre stata quella di trattenete Beckham -ha dichiarato il presidente Tim Leiweke-siamo felici che tornerà da noi, ma ci siamo resi conto che sarebbe stato molto importante permettergli di continuare la sua corsa con il Milan, una corsa molto importante".

sabato 7 marzo 2009

CHIELLINI MATA...TORO

E' stato deciso da un gol di Giorgio Chiellini a nove minuti dalla fine il 224° derby della Mole. La Juve imbottita di seconde linee si è imposta al termine di una partita in cui era stata bloccata da uno strepitoso Sereni, ma anche ben affrontata dal Torino. Nel primo tempo l'estremo difensore del Toro aveva salvato almeno tre volte il risultato. Poi la punizione di Nedved (da poco entrato) e il gol vittoria. E l'Inter resta a +7.

La vittoria dell'Inter a Genova deve aver convinto Ranieri a non spremere i propri cavalli di razza e, con il Chelsea alle porte, Del Piero, Trezeguet, Sissoko, Tiago e Nedved si accomodano in panchina. A vedere tutti questi campioni con il piumono addosso il Torino prende coraggio e parte alla carica. Buffon nel primo tempo corre un solo serio pericolo, quando Stellone, liberissimo, mette fuori di testa. Poi ci prova Barone, ma il Gigi nazionale c'è.

La Juve crea meno gioco, ma senza un Sereni strepitoso per due volte su Iaquinta, avrebbe potuto chiudere in vantaggio. I bianconeri, però, soffrono sulla fascia destra dove Zebina e Salihamidzic non hanno ancora ritmo e occhio partita.

Nella ripresa la Juve cala il ritmo e il Toro, pur senza mai farsi pericoloso, non fa fatica a controllare gli attaccanti avversari. L'unica emozione arriva quasi alla mezzora, quando Sereni blocca ancora Chiellini (che visto quanto accadrà dopo prend ele misure alla porta) e sulla respinta è il palo a negare il gol a Salihamidzic.

L'ingresso in capo di Nedved, in quello che potrebbe essere il suo ultimo derby da giocatore, ha rinvigorito la Juve e proprio da una sua punizione nasce la rete della vittoria firmata Chiellini.

Il Torino accusa il colpo e vede concretizzarsi l'ennesima maledizione del derby: l'ulitma vittoria risale all'aprile del 1995. Alla fine il successo della Juve è meritato e, più che per lo scudetto, serve per il morale a tre giorni dalla decisiva sfida di Champions League. Con i suo big e questa voglia di vincere nulla sarà impossibile.

Torino-Juventus 0-1

INTER OK MA E' ALLARME MANCHESTER

L'Inter batte 2-0 il Genoa a Marassi e lancia un chiaro messaggio alle inseguitrici. E' però allarme difesa in vista di Manchester: Materazzi e Burdisso finiscono ko. Passano 2' e i nerazzurri segnano con Ibrahimovic, che supera Rubinho con un pallonetto. Julio Cesar fa i miracoli poi al 61' il raddoppio di Balotelli: sul suo tiro si avventa Rossi che spinge la palla dentro (completamente?). I rossoblù potrebbero accorciare ma sbagliano la mira.

LA PARTITA
Mourinho preferisce Burdisso a Cordoba per far coppia con Materazzi al centro della difesa. Centrocampo a cinque con Cambiasso e Zanetti a proteggere la retroguardia e Stankovic, Figo e Balotelli piuà avanzati. Ibrahimovic unica punta. Nel Genoa c'è Jankovic nel tridente con Sculli e Milito.

Partenza lampo del Genoa, che con un'azione in velocità manda Thiago Motta al tiro, palla di poco a lato. Pronta la risposta dell'Inter, che trova il vantaggio con Ibrahimovic: lancio di Stankovic per lo svedese che prende palla, entra in area e supera Rubinho con un pallonetto. Fatto il gol, la squadra di Mourinho soffre e subisce l'iniziativa dei padroni di casa, aggressivi su ogni pallone e che si trovano sempre in situazione di superiorità numerica. Ma l'Inter appare più solida rispetto a quella vista mercoledì sempre a Marassi con la Sampdoria. Al 16' prima tegola per Mourinho che perde Materazzi per un infortunio alla gamba sinistra, al suo posto entra Cordoba. Dopo la mezz'ora sarà la volta di Burdisso, vittima di uno stiramento al quadricipite. Dentro Muntari, con Cambiasso che indietreggia in difesa. Due brutte notizie per i nerazzurri in vista della trasferta di mercoledì a Manchester. L'Inter, dicevamo, subisce ma regge e deve ringraziare il suo portierone Julio Cesar, autore di due interventi miracolosi prima su colpo di testa di Thiago Motta (21') poi su Biava (45'). Nei minuti di recupero si rivede l'Inter: bella palla di Figo per Ibra, Rubinho esce e sventa il pericolo.

A inizio ripresa il Genoa preme per cercare di ribaltare il risultato. Al 52' Biava ha un buon pallone ma lo spreca. Gli uomini di Gasperini costringono nella propria metà campo l'Inter, che quando può riparte in contropiede. E al 61' i nerazzurri trovano il raddoppio con Balotelli: tiro di Supermario, arriva Marco Rossi che nel tentativo di respingere la palla la trascina oltre la linea (c'è il dubbio se sia al di là del tutto). Il Genoa spinge e crea delle buone occasioni ma la mira è sbagliata: Marco Rossi e Biava falliscono da ottima posizione. Finisce 0-2 e questa volta Marassi porta bene all'Inter, con il Genoa che rimedia il primo ko interno. E il messaggio alle inseguitrici è chiaro: la squadra di Mourinho c'è.

Genoa-Inter 0-2

VUCINIC SALVA LA ROMA:1-1

Due gol, un espulso e un rigore clamoroso non fischiato. E' il ricco antipasto servito da Roma e Udinese nel primo dei tre anticipi della 27esima giornata. Finisce 1-1. Allo scadere del primo tempo Mexes respinge con un braccio un pallone toccato in area da Inler, Tagliavento fa proseguire. I friulani passano al 9' della ripresa con Felipe, poi al 16' Vucinic, appena entrato, pareggia i conti. Roma in 10 dal 23': cacciato De Rossi per proteste.

LA PARTITA

Novanta minuti che bastano per far infuriare tutti. L'Udinese innanzitutto, scippata nel primo tempo di un rigore indiscutibile, per quell'intervento quasi 'pallavolistico' di Mexes sul quale il direttore di gara e il suo assistente Petrella hanno incredibilmente deciso di sorvolare.

E la Roma, che perde De Rossi per la gara con la Samp, ma soprattutto Pizarro per il ritorno di Champions con l'Arsenal. Il cileno non ha nemmeno finito la prima frazione di gioco, bloccato da una lesione muscolare al retto femorale della gamba destra che potrebbe tenerlo fuori a lungo. Spalletti così dovrà inventarsi centrocampo e modulo contro i Gunners, visto il difficile recupero di Aquilani e l'assenza, sempre per squalifica, dello stesso De Rossi, ammonito nella gara d'andata all'Emirates (era diffidato).

Nel pareggio scaturito dal pomeriggio dell'Olimpico non c'è insomma nulla da celebrare, se non la capacità di Vucinic, subentrato in corsa a Menez, di cambiare volto ad una gara che l'Udinese aveva saputo sbloccare in apertura di ripresa, dopo un primo tempo complessivamente deludente.

Dal calcio ai calci, quelli che le due squadre si sono rifilate nell'ultima mezz'ora (vedi la pedata di Montella nello stomaco di Pasquale), fra il nervosismo generale e le proteste, culminate con il rosso rifilato a De Rossi dopo un fallo di Brighi su Inler. Per Spalletti, relegato in tribuna, cinquantesimo compleanno amaro, senza nemmeno la gioia dell'aggancio momentaneo al quarto posto.

Roma-Udinese 1-1

PALINSESTO 27a giornata SERIE A SU TVCALCIO


Sabato 7 Marzo
ore 16
ROMA-UDINESE (live)
ore 18
GENOA-INTER (live)
ore 20.30
TORINO-JUVENTUS (live)
Domenica 8 Marzo,ore 15
BOLOGNA-SAMPDORIA
CATANIA-SIENA
CHIEVO-CAGLIARI
FIORENTINA-PALERMO
LECCE-REGGINA
MILAN-ATALANTA (live)
NAPOLI-LAZIO

MOU:"ORGOGLIOSO DI ME"


Dopo il monologo di sette minuti che martedì ha scosso il mondo del calcio italiano, chi si attendeva una nuova sfuriata di Mourinho, alla vigilia di Genoa-Inter, è rimasto deluso. Su quello che è successo il portoghese s'è limitato a definirsi "orgoglioso" di se stesso, lasciando aperte le porte a scenari molteplici per il futuro. "Quanto resterò in Italia? Dipende...". Poi le ultime sulla squadra: "Rientrano i titolari, a cominciare da Ibra".

Mourinho, è d'accordo che il Genoa è una delle squadre che giocano meglio in questo momento?

"Assolutamente sì".

Quali sono le condizioni della squadra e soprattutto quelle di Chivu e Samuel?

"Non giocheranno a Genova".

L'andamento della partita di Genoa influenzerà le scelte per Manchester?

"Certo, è normale. E' già accaduto dopo la partita di Bologna. Chi ha giocato bene è stato confermato per la partita dopo".

Questo terremoto, nel quale forse qualcuno ha marciato, rischia di arrecare un danno all'Inter?

"E' una risposta che dovete dare voi".

Non servirebbe maggiore tranquillità nel nostro calcio, evitando le polemiche?

"Io sono qui da otto mesi, voi da 30 o 40, non so. Rispondete voi".

Che squadra è il Genoa?

"E' una squadra che gioca con grande tranquillità e questo è un bene per loro".

Oggi sembra arrabbiato, è così?

"E' una sensazione sua, a me piace cambiare. Una volta ho i capelli lunghi, altre volte corti. Sono uscito da poco dalla sauna, sono belle fresco, non sono arrabbiato. Sono orgoglioso di me. Resterò per altri 2-3 anni? Nel calcio non si sa mai. Due, quattro, dieci. Dipende".

Le sue parole dopo la sconfitta di Genova hanno scatenato altre discussioni...

"Non era un attacco ai giocatori, io mi assumo sempre le mie responsabilità, vittorie e sconfitte dipendono dal gruppo".

Ibra è pronto per giocare dal primo minuto?

"Sì".

Riguardo al futuro, da cosa dipende la sua permanenza? Risultati, decisioni sue o di altri?

"Da tutto".

Quello che è successo fa dire a qualcuno che forse Mourinho a fine stagione vuole lasciare l'Inter...

"A fine stagione io lascio l'Italia perché vado in vacanza. Le mie vacanze non le faccio in Italia, le faccio in Africa, dove faccio beneficenza, gioco con i bambini".

Che Mourinho è quello che abbiamo visto oggi qui? Orgoglioso o seccato delle 'lezioni' di carattere morale che le sono piovute addosso? Ha detto tutto quello che voleva dire oggi?

"Sì, l'ho fatto martedì e l'ho fatto oggi. Tutto a posto".

Ultime sulla formazione?

"Rientrano Ibra, Julio Cesar, Stankovic, Santon... Tutto qui".

I CONVOCATI DI MOURINHO
Oltre agli indisponibili Chivu e Samuel, anche Cruz, Maxwell e Obinna non sono stati convocati da Mourinho per scelta tecnica. Per loro, quindi, niente Genoa-Inter. Recuperato, invece, Ibrahimovic. Questi i giocatori scelti per la trasferta a Genova:
Portieri: Julio Cesar, Orlandoni, Toldo
Difensori: Burdisso, Cordoba, Maicon, Materazzi, Rivas, Santon
Centrocampisti: Bolzoni, Cambiasso, Figo, Jimenez, Muntari, Stankovic, Vieira
Attaccanti: Adriano, Crespo, Ibrahimovic, Balotelli, Mancini.

SPALLETTI:"MOU HA PERSO LA SICUREZZA"


A qualche giorno dagli attacchi di Mourinho, ecco la replica di Spalletti. Il tecnico della Roma passa al contrattacco: "Sono rimasto sorpreso dalle sue parole: - spiega -: nel dopopartita mi ha fatto i complimenti e mi ha augurato di andare avanti in Champions e dopo 24 ore mi ha gufato". E ancora: "Zero titoli? Se io non arrivo quarto ho fallito a livello professionale, però lui ha fatto vedere di avere perso serenità e sicurezza".

Una lezione di stile oltre che una replica, proseguita poi anche quando si è affrontato l'argomento arbitrale. Mourinho aveva parlato di uno "scandalo che sta per arrivare", invitando l'Udinese e il Torino a presentarsi con al primavera contro Roma e Juve. "Secondo me è una grande offesa alla classe arbitrale. In parole povere gli ha detto che sono delle girandole al vento, che si girano dove tira il vento. E' stata la sua frase più brutta perché ha fatto un'accusa bella precisa, qualcuno ha già risposto e si è visto che prende posizione perchè Mourinho è stato deferito. Bruttissima anche la frase sul mandare a giocare la Primavera".

Infine su Spalletti che pagherebbe per andare in tv: "Lo sa anche lui di avere detto una sciocchezza grossa e non mi sembra il caso di adire le vie legali. Se magari mi vuole telefonare, cosi' mi fa anche gli auguri visto che quelli dell'altro giorno non mi sono piaciuti. Io gli rispondo. Intanto gli posso dire che questo è il nostro campionato, difficile e carico di pressioni. E questo lo so meglio di lui".

RANIERI:"MI AUTOCENSURO"


Claudio Ranieri sceglie la via del silenzio. E prova a mettere fine, per quanto lo riguarda, al vortice di polemiche scatenato dalle bombe verbali di José Mourinho. ". - "Tutto quello che ho detto va bene -ha dichiarato il tecnico bianconero nella conferenza stampa pre-derby- il tecnico bianconero Per il resto non voglio dire altro. Non posso dire tutto quello che penso. E' una questione di self-control. Mi autocensuro".

"Ridirei tutto quello che ho detto in questa settimana, anche se purtroppo non ho potuto dire proprio tutto. Questo e' self-control". Claudio Ranieri non ha rimpianti se non quello di non aver detto proprio tutto quello che pensava in merito alle polemiche della settimana e alla conferenza stampa di martedi' scorso di Mourinho. Il tecnico della Juventus regala un paio di frecciate al collega portoghese dell'Inter, la seconda è quando spiega di "essere sempre contento di avere a disposizione tutti i miei giocatori e di giocarmi le partite chiunque di loro sia in campo".

Ranieri però ha "altro a cui pensare, pensiamo solo alle partite e di queste cose non parliamone piu'". Anche perché le prossime sono gare decisive, domani il Torino, martedì il Chelsea in Champions League. "E' una bella settimana, interessante e piena di avvenimenti, ne affrontiamo uno alla volta, il primo è' il derby, sappiamo quanto e' importante e siamo pronti. Le polemiche non hanno pesato per nulla, il fatto che queste partite siano tutte importanti e ravvicinate invece... Ma una squadra deve essere pronta a superare queste situazioni Certo mi sarebbe piaciuto affrontare determinate gare bene allenato, ma l'adrenalina che c'è' in un derby e che ci sarà anche dopo fara' in modo che staremo bene"

Derby, appunto. Parola che mantiene sempre lo stesso significato a prescindere dalle situazioni di classifica, di valori oggettivi in campo: "Troveremo un Torino carico, aggressivo e compatto- ha spiegato Ranieri- E poi qui non contano le posizioni di classifica, come in tutti i derby: in quei novanta minuti si azzera tutto. E si lotta alla pari. Ci sono buoni giocatori nel Torino e li rispettiamo". Sulla Juve anti-granata: "La squadra che penso possa fare bene contro il Torino. Credo che tutti vorrebbero giocare queste partite e chiaramente chi non giochera' magari sara' deluso. Ma se ne fara' una ragione. Grygera ha preso un pestone, Nedved ha tutte le possibilita' di giocare. E Chiellini non mi sembra stanco. Se e' stanco lui... Zebina? E' disponibile, anche se non ancora al 100 per cento. Trezeguet? Tutti sono impazienti e vorrebbero scendere in campo in una sfida del genere".

Per non parlare di quella di martedì col Chelsea: che, nei fatti, sarà il possibile spartiacque del futuro immediato della Juve e di Ranieri. In caso di sconfitta, invece, potrebbero esserci ripercussioni? Ranieri, davanti a questa domanda, si lascia andare a gesti "scaramantici", dal toccare ferro ad altro. Prima delle ultime parole: "Io anche quando vado al taglio della testa dico: 'E' una bella giornata... In questo caso, e' una bella settimana..".

MANCA SOLO LA FIRMA PER BECKS


Per l'ufficialità della permanenza di David Beckham al Milan "mancano solo le firme". Parola di Adriano Galliani. "Sono molto ottimista, dovremmo esserci. L'annuncio potrebbe arrivare a ore o a giorni". L'accordo con i Los Angeles Galaxy è stato trovato per una cifra intorno ai 5 milioni di dollari. L'inglese rimarrà in rossonero fino al termine della stagione, per poi tornare in California. Più cauto il presidente Berlusconi: "Non ne so nulla".

Beckham, per prolungare la sua avventura milanese, ha deciso di rinunciare a parte dell'ingaggio, aiutando così il Milan ad accontentare le richieste dei Los Angeles Galaxy. A gennaio 2010, quando scadrà il contratto con gli americani, il centrocampista sarà libero di ritornare a Milano, questa volta definitivamente e con tutta la famiglia.

GALLIANI SUL MOMENTO NEGATIVO DEL MILAN
L'ad rossonero parla anche del difficile momento della squadra, cercando di guardare al futuro con più ottimismo: "Per il futuro sono sempre stato ottimista - dice Galliani - La mia diagnosi è chiara, abbiamo una serie di infortunati tali che senza questi giocatori siamo una squadra diversa. Mi sembra che tutte le squadre quando fanno giocare le seconde linee abbiano qualche difficoltà, ogni riferimento è puramente casuale. La partita di domenica contro l'Atalanta? Mi preoccupano tutte le partite e soprattutto tutti gli infortunati. Nesta, Kaladze, Gattuso, Ronaldinho, Borriello e forse sto dimenticando qualcuno. Chiunque decida se una squadra puo' tenere fuori sei o sette titolarissimi e avere lo stesso rendimento...".

GALLIANI SULLE PROVOCAZIONI DI MOU
Alla domanda se Mourinho gli stia ancora simpatico dopo gli attacchi ai rossoneri, Galliani ha preferito rimandare: "Rispondo la prossima volta", ha detto arrivando in Lega. E comunque, quando ha parlato "ero via. E una cosa che mi succede è che quando son lontano arriva tutto ovattato, le cose che qui sembrano importanti da lontano sembrano meno importanti". "Ognuno comunque si assume la responsabilita' delle cose che dice. Non credo che ci sia un mandante Inter (Moratti, ndr) dietro le parole di Mourinho". In generale, poi, "io sono dell'idea che ai tecnici devono rispondere i tecnici, ai giocatori i giocatori. Sarebbe diverso se le dichiarazioni le facessero i presidenti. Noi non è che litighiamo con l'Inter se Mourinho dovesse dire che tutti i giocatori del Milan sono scarsi. Risponderà Ancelotti...".

giovedì 5 marzo 2009

"ANCELOTTI AL REAL?NON E' FANTALLENATORI"


A fine stagione, le strade di Carlo Ancelotti e del Milan potrebbero davvero dividersi. La conferma arriva direttamente da Ernesto Bronzetti, agente-Fifa e consulente del Milan per la Spagna. Bronzetti, intervenuto a Serie A News su Mediaset Premium, ha dichiarato: "Aspettatevi di tutto la prossima stagione, perché ci sarà un grande movimento di allenatori. Uno come Carlo piace a tanti club, in Inghilterra e in Spagna, in particolare al Real Madrid".

"In questo momento, però, il presidente in pectore, Florentino Perez, non può ancora muoversi. Ancelotti, comunque, arriverà al terzo posto, quindi manterrà la panchina del Milan - ha anche detto Bronzetti -. Questa è la mia previsione, ma dire che lui piace al Real non è un'eresia. Ci saranno tanti movimenti, anche il Barcellona potrebbe cambiare. Mourinho a Madrid? No, questo penso di poterlo escludere"