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venerdì 10 ottobre 2008

GILA SORPASSA TONI


L'ultimo allenamento della Nazionale italiana prima della partenza per la Bulgaria rilancia le quotazioni di Alberto Gilardino. Nella seduta mattutina a Coverciano, Lippi ha provato il centravanti viola al centro del tridente con il duo udinese Di Natale-Pepe. Nelle partitelle dei giorni scorsi, era sempre stato Toni ad occupare il ruolo di punta centrale. Nel pomeriggio la partenza per Sofia in vista del match di sabato sera.

In campo, Marcello Lippi sorride continuamente. "E' la conseguenza dell'entusiasmo che vedo in questi ragazzi, abbiamo vissuto una settimana di preparazione eccellente, i vecchi si integrano perfettamente con i nuovi. Per questo parto per Sofia con grande fiducia. Durante il Mondiale non mostravo la stessa allegria? Signori miei, le situazioni personali di molti di noi a quei tempi erano diverse. Diciamo, che mi giravano le ...".
Poi il ct accenna alla formazione. "Un po' di pepe farà bene alla squadra...". Una battuta per confermare l'impiego dell'esterno dell'Udinese, Simone Pepe, alla sua prima convocazione in Nazionale e subito in campo, insieme al compagno di squadra Di Natale e a una punta centrale (Gila favorito su Toni). "Loro due - ha aggiunto il ct azzurro, riferendosi ai centravanti in lizza per una maglia - sanno bene qual è la situazione: non è detto che chi non gioca bene nel suo club non possa farlo in Nazionale".

giovedì 9 ottobre 2008

ITALIA, PER LA BULGARIA PRONTO IL TRIDENTE


L'Udinese capolista del campionato tenta anche Marcello Lippi. In Bulgaria, a dispetto dell'elevato tasso di difficoltà, il c.t. non esclude la scelta di un tridente d'attacco che prevede Antonio Di Natale e l'esordiente Simone Pepe ai lati di Luca Toni. Durante l'ultimo allenamento, Lippi ha comunque mischiato le carte provando Gilardino al centro del reparto avanzato, Maggio terzino destro e il trio romanista Perrotta-De Rossi-Aquilani.

da SportMediaset

lunedì 6 ottobre 2008

HLTS 6^GIORNATA

Cagliari-Milan


Juventus-Palermo


Siena-Roma


Chievo-Fiorentina


Atalanta-Sampdoria


Genoa-Napoli


Reggina-Catania


Udinese-Torino

domenica 5 ottobre 2008

MESSI BATTE AGUERO 6-1

Messi contro Aguero? Macché. Messi contro la storia, Messi contro se stesso. Messi e basta. La sfida tra i due principali candidati a raccogliere l'eredità di Maradona non comincia neppure, perché, al Camp Nou, Barcellona e Atletico Madrid danno vita a qualcosa che non può nemmeno definirsi "partita". Piuttosto possiamo parlare di lezione di calcio, o di umiliazione, naturalmente solo in senso sportivo. L'Atletico è già in svantaggio dopo 3 minuti, va sotto di due gol in un attimo e perde completamente la testa, tanto da ritrovarsi con 5 reti sul groppone dopo appena 28' sul cronometro. Un bel gol lo segna pure, con Maxi Rodriguez, che per colmo della beffa si fa male e lascia il campo a metà del primo tempo. Quando non è serata, non è proprio serata.
LEO SHOW - E' invece, eccome, la notte di Lionel Messi. Il suo primo tempo va preso, immortalato e consegnato alla storia del calcio, perché raramente si è assistito a qualcosa del genere. Leo si scalda al 5' procurando il rigore (fallo di Ujfalusi) trasformato da Eto'o, poi all'8' usa la furbizia e si prende gioco del portiere Coupet, calciando in fretta e furia la punizione del 3-0. Il risultato, va detto, l'aveva sbloccato un colpo di testa di Marquez dopo appena 3'. Messo in cassaforte il risultato, Leo si scatena e offre al pubblico in delirio alcune giocate da fuoriclasse puro. La più bella? Un contropiede con finte ubriacanti sul malcapitato Ujfalusi (che serataccia, povero "Ufo"...), concluso con un "tocco sotto" a scavalcare Coupet: purtroppo per chi ama il calcio, il pallone non fa il suo dovere e non entra in porta, decidendo di sfiorare soltanto il palo.
ORCHESTRA BLAUGRANA - I compagni di Messi, per la verità, non stanno a guardare. Xavi e Iniesta si trovano a meraviglia, mentre Busquets e soprattutto Gudjohnsen danno quantità e qualità in mezzo al campo. E poi c'è Eto'o, che al 18' segna il 4-1 dopo un perfetto dribbling in area. Il premio per Gudojhnsen arriva al 28', quando l'islandese corregge nella porta vuota un tiro di Iniesta respinto dal palo. E' il quinto gol e potrebbe arrivarne subito un altro, visto che Iniesta centra un altro legno. Poi, piano piano, i ritmi calano e si va al riposo sul 5-1. Aguero abbandona il campo al 13' della ripresa, senza aver lasciato tracce: finisce a referto solo per la sciocca ammonizione rimediata per un'entrataccia su Puyol. Ben altro sapore ha l'uscita di scena di Messi, al 25': tutto il Camp Nou si alza in piedi e celebra il suo campione, che cede il posto a Krkic. E proprio Bojan serve a Henry (entrato al posto di Eto'o) il pallone del 6-1 che chiude il conto. Una soddisfazione anche per il francese, in netto crescendo di forma. Il resto è accademia. L'Atletico, bisogna ricordarlo, si presentava al Camp Nou senza Maniche, Forlan, Simao, Pablo Ibanez, Seitaridis e Camacho. Ma non è proprio esistito e in difesa è davvero raccapricciante, come negli anni passati: in queste condizioni, pensare di lottare per la Liga è utopia, mentre per il Barcellona è missione più che mai possibile.
RIMONTA GIALLA - Se il Barça di Guardiola fa sognare i suoi tifosi, continua anche la marcia del Villarreal. La squadra di Pellegrini, capolista della Liga insieme al Valencia dopo 5 giornate, fa suo il primo anticipo della 6ª giornata battendo il Betis. Al Madrigal, finisce 2-1 per il "sottomarino giallo", che vince in rimonta. Gli andalusi, infatti, vanno in vantaggio al 20' con Damià, servito dall'ex milanista José Mari. Il primo tempo del Villarreal è mediocre e il Betis avrebbe parecchie chance per allungare, ma spreca troppo. E così, dopo l'uscita dal campo di un Giuseppe Rossi volitivo ma poco preciso, nella ripresa arrivano i due gol dei padroni di casa. Succede tutto in due minuti: al 23' Gonzalo Rodriguez pareggia, al 25' Llorente segna il definitivo 2-1, che proietta il Villarreal a quota 16 punti in classifica. Per restare in vetta, il Valencia dovrà vincere a Valladolid, mentre il Real Madrid dovrà sbarazzarsi dell'Espanyol per non perdere altro terreno da Rossi e compagni.

Barcellona-Atl.Madrid

sabato 4 ottobre 2008

LAZIO FERMATA DAL LECCE,ADRI-IBRA E L'INTER VA


Simone Inzaghi all'89 salva la Lazio da una sconfitta che sembrava quasi certa. Bene il Lecce nel primo tempo che, grazie a continui contropiede, trova il gol al 26' con Tiribocchi. Nel secondo tempo gli uomini di Delio Rossi vanno più volte vicini al gol. Kolarov su punizione colpisce la traversa e poi ancora ci provano Pandev e Ledesma. Allo scadere, ecco il gol di Inzaghi, a secco dal 2004, entrato pochi minuti prima.

Con un gol alla Inzaghi (Pippo) per come è arrivato (sul filo del fuorigioco) e per i tempi (all'89') ), tocca a Simone regalare un pareggio che la Lazio ha cercato, voluto e poi ottenuto per tutta la ripresa.

E così, in una notte romana di pioggia, Simone fa il Pippo della situazione e trova un gol che mancava dal 19 settembre 2004. Esultanza per lui, quindi e per tutta la squadra che resta al comando della classifica. Un pareggio che la Lazio ha cercato per tutta la ripresa dopo essere andata sotto al 26' del primo tempo grazie a un gran gol di testa di Tiribocchi.

Bene il Lecce per buona parte della gara. Ben messi in campo gli uomini di Beretta hanno saputo frenare le giocate di Zarate &Co e sfruttare il contropiede, dal quale è arrivato anche il gol del vantaggio.

Nel secondo tempo meglio la Lazio che ha spinto sull'acceleratore in cerca del pareggio. Poi al 38' entra Simone Inzaghi e sei minuti dopo ecco il gol che salva la Lazio e rilancia l'attaccante che non andava a segno da più di 4 anni, come dire "non può piovere per sempre".

L'Inter batte il Bologna 2-1 a San Siro nell'anticipo serale della sesta giornata. I nerazzurri di Mourinho comandano la partita senza riuscire a chiduerla definitivamente. Inter in vantaggio al 25' del primo tempo con un colpo di tacco magico di Ibrahimovic su cross dalla sinistra di Adriano. Il raddoppio arriva al quinto della ripresa su rigore con Adriano (mani di Volpi in area). Inutile il gol di Moras sei minuti dopo.

LAZIO-LECCE 1-1 (Tiribocchi,S.Inzaghi)


INTER-BOLOGNA 2-1
Ibrahimovic 1-0


Adriano 2-0


Moras 2-1

KAKA' AL SASSUOLO TRA 2-3 ANNI,PAROLA DI SQUINZI


Domenica 28 settembre 2008, dottor Giorgio Squinzi, è una data da scolpire.
“Sì, abbiamo goduto”.
Si è svegliato con il Sassuolo primo da solo in serie B.
“Calma, il campionato è lunghissimo, ma i dati del centro Mapei di Castellanza dicono che possiamo crescere ancora. E’ il risultato di un lavoro serio, fatto di programmazione e impegno: le stesse filosofie del ciclismo quando eravamo ai vertici mondiali”.
Poi domenica pomeriggio a Varese il trionfo di Ballan al Mondiale sponsorizzato Mapei.
“Una bellissima corsa, il mio cuore batteva per Bettini: la sua decisione di smettere mi sembra precipitosa. Ballerini ha scelto la tattica giusta, poi è stato straordinario Ballan e Cunego è arrivato secondo: non ci poteva scappare la vittoria. E abbiamo battuto gli spagnoli, finalmente: di loro salvo solo Oscar Freire, uno pulito”.
E domenica sera il "suo" Milan ha vinto il derby.
“Un discreto Milan e un’Inter senza gioco. Ibra è il più grande: fermato lui non c’è nulla. Ronaldinho non sembra più un giocoliere, ha fatto cose da campione. Ma Kakà per me resta l’ideale di campione. Tra due anni lo porto al Sassuolo”.
Bene! Zampagna ha detto che andrete in Champions...
“Dev’essere un personaggio simpatico questo Zampagna, non l’ho ancora conosciuto bene. Da ragazzo faceva il tappezziere, chissà se usava i nostri prodotti... Lo prendo in parola: andiamo in Champions”.
L’anno scorso mentre il Sassuolo vinceva la C1 lei scherzava lanciando la sfida all’Inter.
“Se dovessimo giocare contro il Milan sarei curioso di vedere se resto milanista. Ma non importa. Uno dei nostri segreti è che la proprietà è lontana, il management è competente e non rompe le scatole ai tecnici. Abbiamo vinto con Remondina e Allegri, ora c’è Mandorlini: se la cabala continua... andiamo in Champions!”.
Mandorlini è marchiato Inter.
“Ero contrario al suo ingaggio solo per questo, ma il mio amico Ernesto Pellegrini mi ha detto che è un bravo ragazzo e i miei manager hanno garantito. A me non dispiaceva un milanista, tipo Costacurta, ma deve prima fare esperienza”.
Nel ciclismo, quando la rilevò, la Eldor era sull’orlo del fallimento e in due anni divenne la prima squadra al mondo. Il Sassuolo faticava a fare la C2.
“Nel ciclismo ho cominciato per passione, gli investimenti sono arrivati più avanti, con Ballerini e gli altri. Vede, gli imprenditori devono fare qualche azzardo e se lo azzeccano vincono: in 9 anni ai vertici del ciclismo mondiale la Mapei è diventata un marchio. Usiamo sempre prudenza e realismo, ma quando c’è da rischiare si rischia. E se va bene, si vince”.
Cosa pensa di una serie B che è partita senza sapere su quali risorse può contare?
“E’ un gran problema. A noi però quello che arriva va bene, non avendo fatto spese folli”.
Beh, insomma...
“Abbiamo centrato gli acquisti, come Zampagna e Salvetti, e speso il giusto: in B c’è chi spende molto di più. Da noi contano puntualità negli stipendi, serietà, lavoro...”.
Peccato dover giocare a Modena. Visto il Mapei Cycling Stadium di Varese, ne progetta uno anche a Sassuolo?
“Facciamo questo campionato e poi vediamo: se bisogna fare uno stadio da Champions, bisogna studiarlo bene...”.
Lei è un patron un po’ atipico. Quando vedrà la squadra?
“Sabato (oggi, ndr) sono in fiera a Bologna, poi ci andrò”.
Lei lasciò il ciclismo dopo essersi schierato contro il doping. C’è una cosa che le farebbe lasciare il calcio?
“Se mi accorgessi di situazioni simili, lascerei subito. Non cerco notorietà personale ma simpatia per il nostro marchio”.
Da presidente di Federchimica, che messaggio lancia al presidente di Federcalcio?
“Bisogna che le società siano capitalizzate e non siano esposte agli umori e all’emotività. Tanti club hanno avuto problemi: prima Abete li risolverà, prima il calcio starà meglio.

RIVAS REGALA AL BARI IL PRIMO POSTO IN SERIE B


Primo posto insieme al Sassuolo. Il Bari, ancora imbattuto, ha festeggiato la prima vittoria al 'San Nicola' con l'aggancio, almeno per una notte, alla vetta della classifica. Merito dell'1-0 al Mantova firmato da Rivas (tocco appena sfiorato) al minuto 32 della ripresa. Gol in netto fuorigioco, ma il pessimo guardalinee Rubino non ha segnalato all'arbitro la posizione irregolare. Come, a dire il vero, prima non si era accorto di un fallo di mano di Franchini che poteva valere un calcio di rigore a favore del Bari. Sorride comunque Antonio Conte, seconda sconfitta di fila invece per il Mantova.

Questo il tabellino della partita:

BARI (4-4-2): Gillet 6; Galasso 6 (29' pt Stellini 6), A. Masiello 6,5, Esposito 6, Bonomi 6; De Pascalis 6 (18' st Rivas 6,5), De Vezze 6, Gazzi 6, Kamata 7; Barreto 5,5 (21' st Cavalli 6), Caputo 6,5. A disp. Santoni, S. Masiello, Siligardi, Maniero. All. A. Conte 6,5

MANTOVA (3-4-2-1): Handanovic 6,5; Fissore 5,5 (36' st Marchesetti sv), Notari 6, Franchini 6; Cuneaz 5,5 (29' st Cristante 6), Passoni 6, Grauso 6,5, Balestri 6; Locatelli 5,5, Caridi 5,5 (36' st Corona sv); Godeas 5,5. A disp. Bellodi, Spinale, Venitucci, Sedivec. All. Brucato 6

LA SERIE A E' SUL NOSTRO BLOG!


SAB H 20.30 Inter-Bologna (live)
SAB H 23.30 Highlights anticipi
DOM H 15.00 Juventus-Palermo (live)
DOM H 18.30 Gallery 6^giornata (su mogulus on demand)
DOM H 20.30 Cagliari-Milan (live)

PARLA IBRA:"MOU E' IL MIGLIORE"


Non si sente il leader dell'Inter e glissa quando si parla di Pallone d'Oro. Zlatan Ibrahimovic prova a mantenere il profilo basso nel giorno del suo 27° compleanno. "Sento che ho tante responsabilità e anche l'allenatore me ne dà tante", ha detto lo svedese "e questa è una cosa che mi piace. Per vincere la Champions non serve Ibra al 100%, perché tutta la squadra deve stare bene e devi avere anche un po' di fortuna. Poi, se io faccio gol o assist, per me non è importante, perchè l'importante è solo vincere".

"Mi sento tante responsabilità, questo sì, devo dare tante risposte a compagni e tifosi, ma non mi sento leader, perché abbiamo il capitano e lui deve essere il leader", ha aggiunto aggiunge 'delegando' l'incarico a Javier Zanetti. Il Pallone d'Oro è un obiettivo raggiungibile? "Questa è una cosa che devono dire gli altri, non io", ha glissato il centravanti. "Ho fiducia in me stesso, conosco le mie qualità, so di essere ad un livello molto alto, però non voglio dire che sono il numero 1, 2 o 3: non è il mio stile. A me piace quando parlano gli altri".

venerdì 3 ottobre 2008

MILAN,UDINESE E SAMP AVANTI.FINISCE IL SOGNO DEL NAPOLI

La vittoria di Zurigo ed il conseguente passaggio del primo turno di Coppa Uefa restituisce facce sorridenti in casa Milan.

Su tutti Andriy Shevchenko, alla prima realizzazione stagionale, che dichiara: "Sono contentissimo: finalmente sono riuscito a sbloccarmi, sono veramente contento e ringrazio tanto i tifosi per il sostegno che mi hanno dato anche oggi nonostante il mio errore all'inizio''. Al terzo minuto, infatti, l'ucraino -splendidamente lanciato da Seedorf, a tu per tu con il portiere avversario, aveva calciato contro l'estremo difensore dello Zurigo: "Ogni volta sembrava che ci fosse qualcosa che mi impedisse di fare gol -prosegue Sheva-: anche oggi, pronti via il portiere mi ha respinto il tiro, anche se io potevo fare meglio. Però poi finalmente è arrivato il gol ed e' un grande passo avanti per me. Cambia per un attaccante segnare, è importante. Io devo lavorare ancora tanto, sto cercando la foma migliore però oggi sono rimasto in campo 90' e sono felice anche per questo".

Dopo aver visto in faccia la clamorosa eliminazione, l'Udinese supera il Borussia Dortmund ai calci di rigore e passa il primo turno di Coppa Uefa. Dopo il 2-0 conquistato in Germania, gli uomini di Marino subiscono i gol Hajnal allo scadere di entrambi i tempi regolamentari rimettendo in gioco la qualificazione conquistata con le unghie solo ai calci di rigore. Decisive le parate di Handanovic sullo stesso Hajnal e su Cuba, decide il gol di Lukovic.


Pratica Kaunas archiviata senza problemi per la Sampdoria nel match di ritorno del primo turno di Coppa Uefa. Dopo il 5-0 dell'andata, i blucerchiati si sono imposti anche in Lituania per 2-1. Sotto 1-0 nel primo tempo (rete di Zelmikas al 18'), nella ripresa la squadra di Mazzarri si è svegliata. Mattatore il 21enne Fornaroli: prima ha messo a segno la rete del pareggio al 5', poi al 13' ha fornito la palla del gol vittoria a Bonazzoli.

ZURIGO-MILAN

UDINESE-BORUSSIA DORTMUND

KAUNAS-SAMPDORIA

BENFICA-NAPOLI