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sabato 6 dicembre 2008

TV CALCIO 24 ALZA IL SIPARIO SULLA 15^ DI A


Sabato 6 Dicembre
Chievo-Roma h 18 (sintesi a partire dalle 20)
Lazio-Inter h 20.30 (live) (sintesi a partire dalle 23)

Domenica 7 Dicembre
Atalanta-Udinese h 15 (sintesi a partire dalle 20)
Cagliari-Palermo h 15 "
Lecce-Juventus h 15 "
Milan-Catania h 15 "
Napoli-Siena h 15 "
Reggina-Bologna h 15 "
Torino-Fiorentina h 15 "
Tv Calcio 24 Gol! h 15 (live) con tutti i gol della giornata da tutti i campi.

Sampdoria-Genoa h 20.30 (live) (sintesi a partire dalle 23)

THURAM:"FUI VICINISSIMO AL MILAN"


Lilian Thuram poteva chiudere la carriera al Milan. A rivelarlo l’ex giocatore in un'intervista all’Equipe Magazine dove spiega che Carlo Ancelotti gli diede tempo fino a fine agosto per decidersi. L'ex difensore ha preferito chiudere con il calcio e dedicarsi alla sua battaglia contro il razzismo.
MILANELLO - L’offerta, racconta Thuram, arrivò dopo l’amichevole tra Milan e Juve: "Volevo salutare l'amico Zambrotta. Quando entrai negli spogliatoi tutti mi accolsero calorosamente. Ancelotti che conosco dai tempi di Parma mi propose immediatamente di firmare per il Milan. Gli chiesi se scherzasse, visto che avevo appena detto addio al calcio. E invece era serio e mi diede tempo fino al 31 agosto per decidermi. Ho anche visitato Milanello. Il suo tentativo mi ha molto colpito". Ma poi non se n’è fatto più niente: "Anche perché se avessi continuato, la mia scelta era il Paris Saint Germain".
CUORE - Un desiderio rimasto insoddisfatto visto che Thuram ha dovuto rinunciare alla professione per una malformazione al cuore, scoperta durante le visite mediche a Parigi. Ma all’ex difensore oggi il calcio non manca: “A volte mi chiedo anche se sono stato davvero un giocatore. Forse fra qualche tempo mi mancherà l’atmosfera di spogliatoio”. Thuram è sempre più impegnato contro il razzismo. Assiste a dibattiti a livello europeo e si prepara a entrare nel consiglio federale della Federcalcio francese, prendendo il posto lasciato libero da Michel Platini, ormai presidente dell’Uefa. In futuro, Thuram non esclude di entrare in politica: “Ma non vuol dire che mi legherò necessariamente a un partito. Fare politica vuol dire anche avere l’ambizione di cambiare le cose”.

CROLLO BARI E L'EMPOLI E' IN TESTA

Nell'anticipo della diciassettesima giornata l'Empoli si impone 2-0 sul Bari aspirante capoclassifica (le due contendenti prima del match erano divise da 3 punti in classifica) e conquista il primato solitario, in attesa dei match di domani. Il Sassuolo a Frosinone e il Grosseto in casa col Cittadella cercheranno infatti di recuperare subito terreno perduto stasera. Per il Bari è invece la seconda sconfitta di fila, dopo il k.o. con l'AlbinoLeffe.
PRIMO TEMPO - Partono forte i padroni di casa, che cercano di stordire il Bari con un inizio-lampo. Ma l'effetto sorpresa non riesce, nonostante il buon ritmo ed una grande pressione offensiva esercitata dall'Empoli. Lodi dopo 7' chiama in causa Gillet con una conclusione ravvicinata su cross di Bianco, poi a Corvia non riesce la deviazione di tacco su un colpo di testa di Marianini. Poi l'onda d'urto empolese rallenta, perdendo velocità e verve. E dal quarto d'ora su tutto prevale l'equilibrio, che il solo De Pascalis al 18' cerca di spezzare cercando di sfruttare un errore di Vargas. Ma l'anticipo di Tosto non solo risolve la situazione, ma sembra anche gettare una tregua sul primo tempo, che da lì in poi non fa registrare alcuna emozione. Le due squadre continuano a fronteggiarsi a viso aperto, il Bari alza un po' il suo baricentro, ma nessuna delle due contendenti riesce più a creare pericoli. E infatti i primi 45' si chiudono sullo 0-0.
RIPRESA - Nessuna novità nelle formazioni all'inizio della ripresa, e nemmeno nel canovaccio della gara. L'Empoli è un po' più intraprendente dei pugliesi, ma in campo regna l'equilibrio, con Caputo pronto a replicare all'affondo di Bianco. Al 10' Conte prova a sparigliare, mandando in campo la terza punta Cavalli (che prova subito il tiro, sbagliando di poco la mira) al posto di un Kamata poco ispirato. Ma Baldini dimostra subito di non essere da meno, e risponde con l'inserimento di Pozzi (al posto però di Corvia). Al 22' l'episodio che potrebbe decidere il match: Gillet para ma non trattiene un tiro dalla lunga distanza di Vannucchi, ci si avventa Pozzi ma Esposito lo anticipa. I due franano a terra, lascia correre Mazzoleni. L'Empoli cresce e freme, sente che è il momento buono per passare: a concretizzare ci pensa Pozzi, al secondo gol in otto presenze, che al 25' realizza l'1-0 e viene ammonito per essersi tolto la maglia. Il Bari reagisce a testa bassa ma senza la lucidità necessaria per impensierire i padroni di casa, se non con Cavalli che in un'occasione chiama Bassi a un intervento non banale. Poi è ancora Empoli: al 42' entra Saudati al posto di Bianco, al 48' Ranocchia stende Vannucchi in area, e un minuto dopo Lodi supera Gillet su rigore. Ora la palla passa ora a Sassuolo e Grosseto, che domani possono riagguantare l'Empoli o rassegnarsi alla sua fuga.

Empoli-Bari 2-0

venerdì 5 dicembre 2008

KAKA:"SE GIOCO PIU' AVANTI RENDO DI PIU'"


Parla di tutto Ricardo Kakà, protagonista a Milanello di una conferenza stampa organizzata dalla Sony, a cui ha prestato il volto. Del Milan, della sua posizione in campo, di mercato e del suo futuro. E non risparmia una frecciata nemmeno alla capolista: "L'Inter è più concreta, non è che sta giocando un grande calcio, in questo momento hanno sei punti in più di noi. Io credo nel Milan e abbiamo un margine di crescita molto grande".
DIFFICOLTA' - "Il Milan non è in crisi - attacca il 26enne brasiliano -. Tutti parlano di due sconfitte, io parlo di 16 risultati positivi. Certo che dobbiamo migliorare tante cose, ma abbiamo fatto una sequenza di risultati che ci permette di essere secondi in campionato e stiamo messi bene anche in Coppa Uefa. Dobbiamo avere una continuità nel gioco, è questo che ci preoccupa. Non sempre facciamo un bel calcio. Tutti dobbiamo sacrificarci di più. C'è troppa distanza tra i reparti. Dobbiamo noi attaccanti per primi dare equilibrio alla squadra. Corriamo tutti tanto, ma spesso in maniera sbagliata. Facciamo fatica e basta".
POSIZIONE - Kakà parla anche della sua posizione sul rettangolo di gioco. "Stiamo cercando di adattarci tatticamente - dice -, ma tante volte devo giocare più dietro. Non è la mia volontà. A me piacerebbe giocare più avanti, ma capisco le esigenze della squadra. So che tutti si aspettano qualcosa di diverso da me, è la mia responsabilità. Se non lo faccio mi criticano. Abbiamo pensato anche a farmi giocare come punta. Con il Genoa, alla seconda di campionato, ho fatto la seconda punta poi sono rientrato. Ora vediamo come posso migliorare. Io voglio tornare ad essere fondamentale al 100 per 100. Non è facile per me non essere decisivo".
RONNIE - Da quest'anno Kakà deve condividere la trequarti con Ronaldinho. "Si è inserito bene, si è ambientato - dice del connazionale -. Eravamo abituati a giocare in una maniera automatica. Con Seedorf e me con una punta avanti, quasi sempre Inzaghi. Con l'arrivo di Ronaldihno dobbiamo abituarci. Dobbiamo trovare nuovi automatismi. Non ho mai giocato come gioca lui, io sono sempre partito dal centro. Magari lui mi limita andando un po' a sinistra. Dobbiamo trovare un'intesa migliore. In nazionale abbiamo giocato spesso, ma non è la stessa cosa".
MERCATO - Kakà dà uno sguardo anche al mercato rossonero: "Tante persone pensano che l'arrivo di Beckham sarà una cosa negativa, ma noi giocatori pensiamo che può dare tanto alla squadra e contribuire a farci vincere lo scudetto e la Coppa Uefa". Ricky sponsorizza poi Thiago Silva, difensore brasiliano da tempo nel mirino rossonero. "Ho giocato con lui in nazionale. È un grandisismo difensore, ma del mercato parlano i dirigenti. Posso dire che servirebbe tanto al Milan perché è un grandissimo".
PREMIER E CHAMPIONS - Nei giorni scorsi Kakà aveva strizzato l'occhio alla Premier League: "C'è il nostro amministratore delegato che può parlare di mercato. In Inghilterra è sempre bello giocare, è un campionato molto importante dove c'è un'atmosfera positiva, ma io sono contento e felice qui al Milan. Se un giorno dovessi andare via, sarà perché non ci saranno più gli stessi obbiettivi tra me e il Milan, ma non è così oggi. Se mai sará in futuro, la Premier sarebbe uno dei campionati dove mi piacerebbe giocare. Io comunque sono contentissimo al Milan, la mia famiglia sta bene a Milano, mio figlio è cittadino italiano, crescerá qui e siamo molto legati a questo paese". Kakà dà uno sguardo anche alla Champions League: "Le favorite sono sempre le stesse. Spero che non sia l'Inter... Tra le inglesi Manchester e Chelsea sono più avanti".

ZIDANE:"TESTATA INGIUSTIFICATA MA PROVOCAZIONE DA PUNIRE"


Una reazione sbagliata, un brutto finale, dopo di che il nulla. Così il ricordo un po’ malinconico di Zinedine Zidane sulla famosa capocciata a Materazzi nella finale mondiale del 2006. Niente scuse, ovviamente. Solo pentimento per un gesto inappropriato. L’ex juventino parla a cuore aperto con i lettori del Parisien, evocando doping, fischi alla marsigliese, nazionale.
INNOMINABILE – "Ho chiuso la carriera su un’immagine molto triste – ammette Zizou ripensando all’episodio di Berlino -, non è stata una bella fine. Per fortuna ho fatto altro prima e con questo mi salvo un po’. Anche se sono stato insultato, la mia reazione non era giustificata. Ma la provocazione andrebbe punita. Non sento ingiustizia, ma non era la cosa da fare”. Una reazione alle offese dell’innominato Materazzi dovuta alle sofferenze della madre: "Dovete sapere che all’epoca mia madre era in ospedale. Non cerco giustificazioni, ma forse era la cosa da non fare nel luogo sbagliato. E’ stata dura e quando sono tornato in spogliatoio c’era il vuoto".
DOPING – E non è tutto. Zidane non si tira indietro neanche sulle questioni di doping. "Il doping è una brutta cosa, ma a Torino prendevamo creatina, che era proibita in Francia, ma non in Italia. Non penso fosse pericolosa". C’è anche una riflessione su Lance Armstrong che si porta dietro uno strascico di sospetti su questioni di doping: "Se ha voglia di tornare, bisogna accettarlo", commenta seccamente Zizou.
FUTURO – Zidane poi esclude un futuro da allenatore, almeno per il momento: "Forse fra dieci anni, ma per ora non è una priorità". Il futuro passa per le sue opere umanitarie e sociali, come il centro sportivo che sta per lanciare nei quartieri difficili di Marsiglia. L’ex fantasista, che avrebbe potuto chiudere la carriera negli Stati Uniti ("un'altra esperienza anche per i miei figli"), non si darà certo alla politica: "Ma è importante votare". E sui fischi alla Marsigliese va in scivolata: "Sono inammissibili, ma è ancora peggio sospendere la partita".
CRITICHE – C’è anche spazio per qualche affondo su chi lo critica. Sono usciti tre libri che hanno intaccato il mito da Rothen a Petit, passando per una biografia non autorizzata: "Della mia vita faccio ciò che mi pare". E infine, un apprezzamento per Yoann Gourcuff, nuovo leader emergente in nazionale, e nuovo erede di Zizou: "Visto che i paragoni ci saranno sempre, allora dico che ha un futuro brillante. La cosa interessante è che anche lui come me gioca per la squadra".

ADRI SALTA LA LAZIO E "SUPER" MARIO IN PRIMAVERA


José Mourinho ha deciso di lasciare a casa Adriano e Mario Balotelli in vista della partita di domani sera in casa della Lazio. Il brasiliano in settimana aveva accusato qualche sintomo influenzale, mentre il 18enne era stato escluso anche dalla sfida col Napoli, come Quaresma, che invece torna nel primo gruppo nerazzurro.
MARIO IN PRIMAVERA - "Mi fa piacere che gente come Zanetti e Crespo dicano che il talento non è sufficiente, questo è importante. Voglio bene a Mario, voglio che arrivi dove può arrivare - ha proseguito Mourinho - per me non è sufficiente se diventa un giocatore come gli altri, perché penso che ha la possibilità di essere un giocatore diverso. E penso che nell'educazione di un giocatore di 18 anni questo può essere importante se lui lo interpreta in modo positivo. Oggi non è stato convocato di nuovo, giocherà domani con la Primavera e sarà importante per lui, intanto per sentire qual è la differenza con la Serie A e poi perché giocare è comunque importante. La mia gestione - ha aggiunto il tecnico portoghese - è sempre aperta, magari potrebbe giocare martedì col Werder?"
QUARESMA E ADRI - "Lui - riferendosi all'ex ala del Porto - è convocato perché si è allenato molto bene. Adriano è stato due giorni malato, è arrivato senza condizione, ha lavorato soltanto ieri ed è poco, ma penso che giocherà martedì". Nella lista dei giocatori in partenza per Roma non c'è invece Jimenez, che potrebbe rientrare tra i 18 in Champions.
MERCATO - Una battuta è arrivata anche sulle eventuali operazioni in entrata e in uscita del club nerazzurro. "Mi piacerebbe iniziare e finire la stagione con tutto il gruppo. Vorrei festeggiare insieme per qualcosa di importante o piangere insieme per un obiettivo mancato. Drogba, Thiago Silva... stiamo parlando di giocatori che io conosco, ma non voglio altri uomini e mi piacerebbe rimanere con gli stessi fino all'ultimo giorno. Se a gennaio nessuno va via e nessuno entra io sono felice, anche sei i miei avversari diretti faranno investimenti e si rafforzeranno. A me piacerebbe finire con questi 29 giocatori anche se, come ho detto altre volte, sono troppi".

ROSSI:"I NERAZZURRI?SONO I PIU' FORTI AL MONDO"


La vittoria in Coppa Italia ai supplementari col Milan ha ridato ossigeno alla Lazio, che in campionato non vince da tre partite (gli ultimi tre punti il 9 novembre contro il Siena) e che domani sera ospita l'Inter nell'anticipo serale della 15ª giornata. Un match che il tecnico Delio Rossi giudica quasi proibitivo, dando probabilmente un occhio anche alle statistiche: l'ultima vittoria biancoceleste all'Olimpico contro l'Inter risale alla stagione 2003/2004.
SPIRITO - "Per me serve un'impresa - attacca il tecnico laziale -. L'Inter è la squadra più forte nel panorama internazionale, ha qualità fisiche che altre non hanno. Affronteremo l'Inter con lo spirito messo in campo contro il Milan. Veniamo da tre partite in sei giorni, la stanchezza dopo l'impegno di Coppa Italia c'è e sotto questo aspetto i nerazzurri saranno avvantaggiati. Se poi li lasceremo giocare, avremo la peggio. Avere uno stadio pieno ci potrebbe aiutare, perchè questa partite è meglio giocarle in 12. L'Inter, comunque, ha già perso in campionato contro il Milan e in Champions League contro il Panathinaikos, quindi vuol dire che non è imbattibile. Noi ci giocheremo la partita, male che ci vada perderemo". Rossi parla poi del collega Mourinho: "È un ottimo allenatore, intelligente ed umile. E sa usare il mezzo televisivo".
INZAGHI - Anche Simone Inzaghi prova a dare la carica ai compagni: "Con il Milan è stata una buona vittoria in Coppa Italia, una competizione che all'inizio viene snobbata - spiega l'attaccante, 6 presenze e un gol finora in A-. Siamo contenti perchè ci siamo preparati bene in vista della gara di domani con l'Inter. Nelle ultime due-tre partite non siamo stati gli stessi, abbiamo subito un pò il contraccolpo anche perchè siamo una squadra di giovani. Perdere il derby (la gara che ha dato inizio al momento nero della Lazio, ndr) non è una cosa facile, ora abbiamo reagito. Adesso c'è l'Inter, speriamo di regalare una vittoria e una gioia ai nostri tifosi".

mercoledì 3 dicembre 2008

MILAN,INTER & C. PER ZAR ARSHAVIN


Missione italiana per Arshavin, una delle stelle dell’ultimo Europeo. E ovviamente il suo nome va associato alla Juve, all’Inter (che già l’aveva trattato in estate) e al Milan. Il 27enne Andrei, dopo le ottime prestazioni con la Russia, è stato al centro di trattative importanti con le big d’Inghilterra e Spagna, ma lo Zenit San Pietroburgo non ha inteso cederlo, rinunciando anche a cifre importanti: diciamo intorno ai 17 milioni di euro.
LA CLAUSOLA - Tuttora Arshavin ha una clausola di rescissione abbordabilissima (13 milioni), quanto il suo ingaggio (3 milioni). Anche se il suo club non ha necessità di fare cassa, ora il manico del coltello sta per passare nelle mani del giocatore, visto che il contratto scade nel dicembre del 2009 e tecnicamente Arshavin è libero di cercare un ingaggio a parametro zero sin dal prossimo giugno. Così è cresciuto sensibilmente il potere contrattuale del giocatore, assistito da Dennis Lachter, agente anglo-russo che controlla i più importanti calciatori dell’Est. Ed è proprio lui a tenere i contatti con i club italiani. Proprio nei giorni scorsi a Milano ha avuto degli incontri sull’argomento.
LA CAUTELA - Comunque nulla può essere dato per scontato. Inter, Juve e Milan si muovono sotto traccia. Tenendo conto che il club russo non vede di buon occhio la partenza di Arshavin. I patron dello Zenit sono i proprietari della Gazprom, la più grande compagnia russa e il più grande estrattore al mondo di gas naturale.
L’ALTRO TALENTO - Nel suo giro d’orizzonte italiano Dennis Lachter ha avuto importanti riscontri anche per altri suoi assistiti. In particolare per l’attaccante Pogrebnyak, anche lui emerso all’attenzione generale nel 2008. Ha conquistato la Uefa con lo Zenit e ha vinto anche il titolo di capocannoniere del torneo, a pari merito con Toni del Bayern. Anche Pogrebnyak, 24 anni, ha voglia di fare un’esperienza dalle nostre parti. Le porte sono aperte.
UFFICIALE: HUNTELAAR AL REAL - Da ieri l’olandese è un giocatore del Real Madrid. Ventisette milioni all’Ajax, contratto per l’attaccante fino al 2013: sarà disponibile da gennaio.

DINHO:"ERO AD UN PASSO DAL CITY"


L’estate scorsa Ronaldinho è stato davvero a un passo dal Manchester City. Il presidente del club, Garry Cook, ha tentato per mesi di arrivare a un accordo con il fratello della star brasiliana, nonché suo agente, Roberto de Assis Moreira, prima di cedere davanti all’unico ostacolo realmente insormontabile: ovvero, la volontà del giocatore di andare al Milan. Dopo la confessione di Adriano Galliani ai microfoni di Milan Channel alla vigilia della sciagurata trasferta di Palermo e con negli occhi ancora lo splendido gol su punizione contro il Portsmouth a Fratton Park (quando il vice presidente rossonero raccontò di essere riuscito a strappare Ronaldinho al club inglese grazie ad un ultimo, disperato tentativo con il presidente del Barcellona, Laporta), è arrivata la conferma da parte dello stesso Pallone d’Oro.
RONALDINHO CONFERMA - “Mio fratello ha parlato diverse volte con il Manchester City – ha detto Dinho al magazine FourFourTwo – e il loro progetto è qualcosa che interesserebbe qualunque giocatore, visto che sono certo che presto saranno fra le migliori squadre d’Europa. Un sacco di campioni hanno scelto di andare lì e, posso confermarlo, mio fratello ha analizzato attentamente la loro proposta. Ma erano anni che Silvio Berlusconi ripeteva che mi avrebbe voluto al Milan e, alla fine, ho sentito che per me era finalmente arrivato il momento giusto per dire di sì”. Detto, fatto dunque. Ronaldihno è diventato rossonero in una calda serata estiva e da allora sembra un giocatore ritrovato, rispetto al fantasma di Barcellona.
ROBINHO SENZA FRENI - Al pari del connazionale Robinho che, giusto allo scadere del mercato, ha lasciato il Real Madrid (dove si trovava anche lui malissimo) per accasarsi proprio al City per la cifra-record di 34,2 milioni di sterline (quasi 40 milioni di euro). A differenza, però, del campione del Milan, sempre attento a quanto dice e mai sopra le righe, il talento di Sao Vicente si sta facendo largo anche a colpi di dichiarazioni non esattamente diplomatiche, come dimostrano quelle rilasciate sui giornali di ieri, nelle quali ha accusato i propri compagni di squadra di non avere la mentalità vincente per poter sperare di portare a casa qualche trofeo. Critiche che hanno ricordato quelle altrettanto velenose dette da William Gallas dell’Arsenal una settimana fa ma che, contrariamente a quanto successo al difensore francese (che ha perso la fascia di capitano ed è ormai con un piede e mezzo fuori dall’Emirates Stadium, guarda caso con destinazione Milan), sono state giudicate costruttive dal tecnico del City, Mark Hughes: “Stiamo cercando di gettare le basi per il futuro – si legge sul “Times” – e quello che ha detto Robinho è esattamente quello che tutti noi dobbiamo fare”. E se a Hughes non è riuscito il colpaccio di allenare insieme Ronaldinho e Robinho, il City non ha comunque abbandonato il sogno di arrivare ad un altro brasiliano del Milan, ovvero Kakà che, stando al titolone di oggi sul “The Independent”, resta il “top target” (al pari di Lionel Messi) del prossimo mercato di gennaio della squadra degli sceicchi, pronti a sborsare oltre 70 milioni di sterline (poco meno di 82 milioni di euro) per convincere il fuoriclasse rossonero a trasferirsi in Inghilterra.

SCOMMETTI SULLA FURIOSA UDINESE


Gol e fattore campo nel turno di coppe interamente dedicato all’Uefa. Le qualificazioni si vanno definendo, ma il calendario diseguale, che prevede a turno il riposo di una squadra, mette di fronte squadre che si devono giocare tutto senza calcoli, contro altre che possono permettersi di aspettare l’ultima giornata nel proprio stadio.

SCOMMESSA FACILE - Si cede il passo alla rabbia inespressa dell’Udinese. Certo, doveva già stapparsi contro il Chievo e invece è rimasta là. Ma non dovrebbe esserci trippa per croati contro la Dinamo Zagabria, 1 a 1,45 Snai/Matchpoint. Lo Spartak ha chiuso il campionato, si concentra sull’Uefa e sembra assimilare gli schemi di Laudrup. Dovrebbe chiudere la qualificazione contro gli olandesi del Nec, a 1,55 Gioco Digitale. Pioggia di reti dal gruppo del Milan, a cui tocca il riposo. L’Heerenveen è una garanzia, peggior difesa dell’intera fase a gruppi. Riceve il Braga all’ultima partita, che dopo il 3-0 rifilato al Portsmouth si è bloccato. Entrambe devono vincere per sperare, Gol (entrambe a segno) a 1,68 Snai. Gol anche in Wolfsburg-Portsmouth a 1,65 Snai, conseguenza del gioco frizzante dei tedeschi e dell’ultima spiaggia degli inglesi penultimi con 1 punto. E diamo la chiusura al Milan, impegnato però nell’ottavo di finale secco in Coppa Italia con la Lazio. Entrambe rosicate dal bisogno di riscatto, ancora Gol a 1,80 Bwin.
Udinese-Dinamo Zagreb 1 1,45
Spartak Mockba-Nec Nijmegen 1 1,55
Heerenveen-Sporting Braga Gol 1,68
Wolfsburg-Portsmouth Gol 1,65
Milan-Lazio Gol 1,80
10 € - vincita 112.14 €

SCOMMESSA DIFFICILE - Il Psg ha buttato una vittoria in casa preziosissima sette giorni fa, e adesso si trova in coda al Gruppo A con 2 punti e ancora 2 partite da giocare. Trasferta a Manchester, con il City primo a punteggio pieno e stesse partite giocate. Necessità parigine contro il calore del City of Manchester, ne deriva il Gol a 1,75 Matchpoint. Partita praticamente a eliminazione tra Lech e Deportivo nel Gruppo H, che finora le hanno date e le hanno prese; ancora Gol a 1,70 Bwin/Snai. Nello stesso girone il Nancy deve conquistare in casa la qualificazione: l’avversario è il Cska, altro livello. Ma i russi sono straqualificati dall’alto dei loro 9 punti in 3 partite. Contano le motivazioni, ottima quota per la vittoria francese a 1,95 Gioco Digitale. Alle motivazioni si aggiunge l’eccessivo divario tecnico in Aston Villa-Zilina e Siviglia-Partizan. Due vittorie scritte anche per motivi di classifica. Poco quotate, quindi diventa interessante per entrambe la puntata combinata che le vede in vantaggio sia al primo tempo che al fischio finale: Gioco Digitale banca l’Aston Villa a 1,79 e il Siviglia a 1,72.
Manchester City-PSG Gol 1,75
Lech Poznan-Deportivo La Coruna Gol 1,70
Nancy-Cska Mockba 1 1,95
Aston Villa-Zilina 1/1 1,79
Sevilla-Partizan Beograd 1/1 1,72
10 € - vincita 178.60 €

SCOMMESSA SECCA - L’Amburgo fuori casa tende a complicarsi la vita. Trasferta a Praga contro lo Slavia, che solo vincendo può conservare qualche speranza di passare il turno. Con il passare dei minuti la pochezza dei ceki dovrebbe però prendere il sopravvento. Paga 5,50 volte la posta, l’opzione combinata tra l’X alla fine del primo tempo e il 2 dell’Amburgo nella seconda frazione.