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mercoledì 12 novembre 2008

COPPA ITALIA, UDINESE VITTORIOSA DAL DISCHETTO


Un match denso di cartellini gialli, ben otto, e di rossi, due solo per l'Udinese, che parrebbero evidenziare una partita nervosa e cattiva, cosa che invece non è stata.

UDINESE-REGGINA 8-7 (dopo i calci di rigore)

Udinese (4-2-3-1): Belardi 5,5 (41' Koprivec 6,5); Sala 6, Zapata 6,5 (19' Lukovic 6), Felipe 6, Pasquale 6; Nef 6, Obodo 6,5, Asamoah 6,5; Motta 5,5, Sanchez 7; Floro Flores 6 (1'st Quagliarella 5). A disposizione: Lukovic, Moreno, Mazzarani, Vujadinovic, Ighalo. All: Marino
Reggina (4-4-2): Marino 7,5; Alvarez 6(4' Ceravolo 6,5), Cosenza 5,5 , Basso 5, Costa 5 ; Sestu 5, Viola 6,5, Tognozzi 6, Halfredsson 5; Di Gennaro 6 (34' Rakic 6), Stuani 5 (13' Barillà 6). A disposizione: Campagnolo, Khoris, Cozza. All: Orlandi
Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Marcatori:
Ammoniti: Cosenza, Basso, Alvarez, Barillà, Costa, Tognozzi (R); Obodo (U)
Espulsi: Belardi, Quagliarella (U)

martedì 11 novembre 2008

ARSHAVIN:DESTINAZIONE REAL

Il Real Madrid è in pole position per avere a gennaio Andrei Arshavin. La rivelazione dell'ultimo Europeo ha detto chiaramente di voler lasciare lo Zenit. L'attaccante russo ha lanciato l'ultimatum al suo club e pretende che lo Zenit fissi un prezzo ragionevole. La società ha fatto sapere che tratterà la cessione solo con i club interessati, non con l'agente del giocatore. Calderon, presidente del Real, ha già messo al lavoro i suoi uomini-mercato.

"Il prossimo anno non intendo giocare qui e non lo farò. Se invece sarò costretto a rimanere, sarò un giocatore dello Zenit solo sulla carta". Questa la dichiarazione di Arshavin, che lascia ben poche speranze al club russo riguardo ad un suo possibile ripensamento. Del resto, lo stesso allenatore dello Zenit, Dick Advocaat, sembra rassegnato: "Con Andrei abbiamo passato grandi momenti, ma ora sembra giunto il momento di separarsi".

In estate, dopo l'Europeo, il caso-Arshavin aveva tenuto banco a lungo, con l'assalto di numerosi club inglesi e spagnoli al talento dello Zenit. Ora il Real sembra avere bruciato la concorrenza di tutti, a cominciare dal Tottenham, mentre il Barcellona si era già defilato da tempo.

BOOM TIAGO E ADESSO DILEMMA


Tiago Cardoso Mendes rimane alla Juventus. L'ha ribadito, chiaramente, anche Claudio Ranieri, confortato -come tutto l'ambiente bianconero- dalle prestazioni finalmente all'altezza del portoghese. Ma la conferma ha un prezzo salato, vale a dire la rinuncia, o perlomeno l'allontanamento, dell'obbiettivo-Diego: i 20 milioni necessari all'acquisto comprendevano anche il ricavo dell'eventuale cessione del portoghese. La Juve troverà altre risorse?

BARRETO FERMA IL PARMA

Si è chiuso sull'1-1 il posticipo della 13.ma giornata di serie B tra Parma e Bari. Ducali in vantaggio al 9': Falcone prolunga di testa un angolo e Pisanu dalla corta distanza insacca. I pugliesi pareggiano al 34' grazie ad un rigore trasformato da Barreto. Al 22' della ripresa annullata una rete a Lucarelli per fuorigioco. Con questo pareggio esterno il Bari si porta in quinta posizione a quota 21 punti, due in più del Parma che sale a 19.

PARMA-BARI 1-1 (Pisanu,Barreto rig.)

IL CITY MARCA STRETTO MOU


Il Manchester City dalle voci passa ai fatti. La proprietà araba avrebbe pronta un'offerta da 15 milioni di sterline (circa 18,5 milioni di euro) all'anno per strappare Josè Mourinho all'Inter. Il portoghese è la prima scelta per sostituire l'attuale tecnico Mark Hughes. Il 'Sun' riporta la notizia che un rappresentante dell'allenatore nerazzurro avrebbe incontrato un dirigente dei Citizens per parlare dell'affare.

Tutto è cominciato cinque settimane fa. Quando è iniziata a emergere la sua insofferenza nei confronti della stampa italiana e, forse, dell'intero 'modus vivendi' all'italiana. Mourinho non ha mai nascosto il suo desiderio, prima o poi, di fare ritorno in Inghilterra. Gli accordi con il Chelsea gli permetterebbero di rientrare nel Regno Unito.

E' ovvio che le possibilità di portare Josè a Manchester a gennaio siano praticamente nulle. Bisognerà attendere almeno la fine di questa stagione e quindi sette mesi abbondanti. Khaldoon Al Mubarak, il proprietario del City, ha rinnovato la fiducia a Hughes nonostante i risultati non soddisfacenti. Ma è una fiducia a tempo. Il numero uno, infatti, non si è sbilanciato circa il futuro del suo attuale allenatore.

lunedì 10 novembre 2008

THE SPECIAL SEASON

di M.Lestingi

Un campionato così imprevedibile e avvincente mancava da tanti anni in Italia.Ribaltoni dell'ultimo secondo e vere e proprie beffe rendono ancora più interessante un torneo,che almeno adesso,premia la squadra che merita meno sul piano del gioco e condanna quella che regala più spettacolo e più allegria.
Ieri il Milan al Via del Mare,avrebbe meritato sicuramente più di un pari in virtù di quel gioco espresso e dalle azioni che ne sono derivate.Borriello è l'ariete che i rossoneri cercavano:bravo di testa e nel scardinare la difesa con la sua enorme forza fisica,risulta tuttavia troppo "impacciato"sotto rete.La nota positiva della serata è Ronaldinho.Il brasiliano alterna dei momenti di pausa a momenti di grande calcio e risulta sempre decisivo.E'lui l'arma in più di questo Milan.Da rivedere la coppia centrale di difesa :Bonera e Favalli non sono garanzia di sicurezza(ammoniti entrambi in 5'min) e sono sempre in balia di giocatori dinamici. Si aspettano segnali di vita sulla terra da parte di Nesta e Senderos.

L'11^giornata è anche e soprattutto il sorpasso dell'Inter ai danni del Milan.Infatti,la squadra allenata da Josè Mourinho ha battuto con il risultato di 1-0l'Udinese,cortesia al 47' del secondo tempo del "cattivo"Cruz. L'evidente mancanza di identità e i limiti sul piano del gioco caratterizzano la domenica nerazzurra.Al termine della gara,ai microfoni della Rai e di Sky,Mourinho fugge via davanti alle domande su Mancini e risulta nervoso davanti ai critici.
Si ha l'impressione che qualcosa stia cambiando nel progetto del ct:a Serie A live confessa ad Arrigo Sacchi di non sapere se riuscirà a mettere in atto il "suo" pensiero calcistico ed inoltre boccia Quaresma,sempre più oggetto misterioso,e richiama Adri.
Qualcosa bolle in pentola.Qual'è la vera Inter?Lo sapremo al termine del terribile ciclo Palermo-Juventus-Napoli.
Del Piero è la Juve.La Juve è Del Piero. Il bianconero è sempre più inarrestabile e questo suo stato di grazia si riflette sulla squadra(6 vittorie consecutive e qualificazione in Champions). Gli scienzati di tutto il mondo stanno cercando di interpretare il "genio" delle sue punizioni:quella palla non gira semplicemente su sè stessa,ma regge la traiettoria e resta bassa.
Bella Napoli!Vittoria di prestigio sulla Sampdoria che riporta i partenopei al secondo posto in classifica,gomito a gomito con i rivali rossoneri.
Gila e Milito trascinano rispettivamente Fiorentina e Genoa e il miracolo di Zenga prosegue. Grande Lazio.Zarate diventa sempre più un mito per la curva nord ed inoltre ritorna Rocchi(2 gol). Il 3-0 sul Siena non fa effetto quanto i 14 punti di differenza tra biancocelesti e giallorossi e siamo appena entrati nella settimana del derby,la partita che a Roma vale una stagione.


LECCE-MILAN 1-1 (Ronaldinho-Esposito)

domenica 9 novembre 2008

PAZZA INTER IN TESTA...ASPETTANDO IL MILAN


Mourinho torna al 4-3-3. La grande novità dell'undici nerazzurro è il ritorno in difesa di Samuel, fuori dal derby del 23 dicembre 2007 in seguito a un grave infortunio al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. L'argentino fa coppia con Cordoba al centro della difesa. A centrocampo Vieira, Cambiasso e Zanetti; nel tridente con Ibrahimovic ci sono Balotelli e Quaresma, con Mancini in panchina. Sul fronte dell'Udinese Marino, che deve fare a meno di Di Natale, opta per Pepe-Quagliarella-Floro Flores. Capitan D'Agostino torna dal 1' dopo aver giocato soltanto l'ultima mezz'ora in Coppa con lo Spartak.

Ritmo di gara basso, gran tatticismo da entrambe le parti con i due portieri che non rischiano nulla nei primi 45'. L'Inter fa buon pressing offensivo ma il vizio è sempre lo stesso: quello nerazzurro è un finto tridente perché quando, e lo fa spesso, Ibrahimovic agisce sugli esterni, in area poi non c'è nessuno raccogliere il pallone. Disperso Balotelli, che si fa vedere soltanto a battere gli angoli (insidioso quello al 5', Handanovic respinge coi pugni) e le punizioni (41', tiro 'telefonato'); irritante Quaresma, che insiste con le conclusioni personali quando c'è Ibra posizionato meglio. L'Udinese tiene bene il campo, ci prova coi lanci lunghi a scavalcare il centrocampo dell'Inter o in contropiede: insidioso quello al 13', quando Floro Flores con un tocco strepitoso si libera di Cordoba, la palla viene intercettata da Samuel prima di raggiungere Quagliarella. I friulani protestano per un 'tocco' proibito. I tre bianconeri là davanti fanno comunque grande movimento.

A inizio ripresa Mourinho manda in campo Cruz per Quaresma. E' l'Udinese si rende pericolosa per due volte nel giro di qualche minuto, prima con Floro Flores (salva Julio Cesar) e poi con un colpo di testa di Domizzi (alto sulla traversa). Al 59' l'Inter risponde con una doppia opportunità ma Handanovic è bravo a opporsi a Ibrahimovic e Balotelli. Gli uomini di Marino accusano la fatica e non riescono più a uscire dalla propria metà campo palla al piede, con l'Inter che attua un forcing ininterrotto ma anche disordinato. All'88' capitan Zanetti colpisce il palo. Quando tutto sembra indirizzato sullo 0-0, ecco il solito Cruz che batte di testa Handanovic e regala i tre punti a Mourinho. Chissà se prima o poi si convince a metterlo dentro subito...
Vittorie per Juventus,Fiorentina,Lazio e Napoli.Uno strepitoso Milito fa volare il Genoa.

INTER-UDINESE (Cruz)


CHIEVO-JUVENTUS 0-2 (Del Piero,Iaquinta)


LAZIO-SIENA 3-0 (Zarate,2 Rocchi)


FIORENTINA-ATALANTA 2-1 (Melo,Gilardino,Floccari)


GENOA-REGGINA 4-0(3 Milito,Sculli)


NAPOLI-SAMPDORIA 2-0 (Mannini,Zalayeta)


CATANIA-CAGLIARI 2-1 (Jeda,Mascara,Sabato)

SAUMEL E IL TORINO VA

Per il primo quarto d'ora la partita regala ben poche emozioni, con le due squadre fin troppo attente a non prenderle più che a darle. Al 16', però, l'Olimpico si ammutolisce quando Miccoli parte palla al piede dalla trequarti e scarica una sassata che va a centrare la traversa. Il pallone torna in campo, ma Cavani, tra due difensori, non riesce a spingere in rete. Giusto il tempo di rivedere il replay, che arriva immediata la risposta del Torino: Diana crossa al centro e Dzemaili ci mette il piede, ma coglie il palo esterno. Poi, però, ricala la noia e a tenere sveglio il pubblico sono solo i puntualissimi fischi per l'odiato Balzaretti. Ai punti meriterebbero di più i padroni di casa che al 40' e al 42' ci provano con due destri dal limite: quello di Barone scheggia la traversa, quello di Dzemaili costringe Fontana alla respinta in angolo. E il primo tempo finisce qui.

Nella ripresa, De Biasi, complici anche le non perfette condizioni di Colombo, dà spazio a Rosina con la speranza di rianimare i suoi. Poi è costretto a sostituire Zanetti con Saumel, sempre per infortunio. Mossa che sarà poi decisiva. La fortuna non è di sicuro dalla parte del Toro e lo si capisce al 10' quando Dzemaili (ancora lui) colpisce il palo alla destra di Fontana. Sulla respinta Amoruso insacca, ma Rizzoli annulla per un fuorigioco non certo chiarissimo. E la partita si ravviva. Il Palermo risponde subito con Miccoli, ma è bravo Calderoni a respingere. Sul fronte opposto ci provano Rosina, Stellone e Amoruso, ma il risultato non si sblocca.

Nel finale, però, ecco i due episodi decisivi. Prima Nocerino si fa espellere per una gomitata inutile a Dzemaili, quindi arriva il rasoterra di Saumel, che fulmina Fontana con un gran tiro al volo da fuori area.

Il Torino ringrazia l'austriaco e si porta a casa tre punti pesantissimi per allontanare le zone calde della classifica. Punizione forse troppo severa per il Palermo, che però ha fatto poco per meritare altro esito. Che sia già esaurita la cura Ballardini?

TORINO-PALERMO 1-O (Saumel)

SINISA FERMA TOTTI

Bisognerebbe strisciare per riuscire a raccontare meglio questa partita. Strisciare negli spogliatoi. Perché è nel covo di ansie, paure, rimbrotti, sfoghi e sospiri che si spiffera in modo migliore rispetto a qualsivoglia disamina. Fuori, sotto i riflettori, è uscita una partita elementare. Con Mihajlovic che ha fatto in tempo a sistemare qualcosa dietro, ma che ha lasciato allo spirito dei suoi la matassa offensiva. E con Spalletti che dopo un mese di turbolenze da 'alive' ha riproposto uomini e modulo che hanno sfracellato il Chelsea. Squadre corte, difese con le tagliole al posto dei tacchetti e un imbuto dal quale nemmeno una goccia sarebbe passata. Quelle di Totti e Cicinho, infatti, vanno ad annullarsi vicendevolmente.

BOLOGNA-ROMA 1-1 (Totti,Aut.Cicinho)

sabato 8 novembre 2008

ANCELLOTTI SOGNA UN GRANDE DINHO A LECCE


"Speriamo sia la volta buona". Questo l'augurio che si fa Ancelotti, che con il Milan allo stadio Via del Mare ha vinto solo il 5 gennaio del 2002, quasi sette anni fa, grazie a un gol di Josè Mari. Una statistica da cancellare, un altro piccolo tabù da sfatare. Anche se il tecnico rossonero, a sentire parlare di un eventuale pareggio, non si scompone più di tanto. "Un pareggio non si può disprezzare in questo momento del campionato. E' chiaro, però, che uno vorrebbe vincere tutte le partite. E noi andremo a Lecce per vincere. Poi dipenderà dalla gara".
Perché quella di Beretta "è una squadra da temere: ha entusiasmo, voglia di fare e credo che come tante piccole stia facendo un buon calcio. Ha una grande organizzazione". Mentre il Milan in trasferta ultimamente magari ha vinto, ma certo non ha convinto. "Penso che possiamo giocare meglio di quanto fatto nelle ultime partite fuori casa. Mantenendo però la stessa concentrazione".
Per quanto riguarda la formazione, Ancelotti dovrà fare a meno anche di Ambrosini (problema a un polpaccio, "rientrerà in settimana"), Maldini ("Tra una settimana ci sarà anche lui"), Senderos ("Gli serve solo un po' di riposo dopo lo sforzo fatto contro il Braga"), Pirlo e ovviamente Nesta, volato negli Stati Uniti. A centrocampo, con Gattuso e Seedorf, "giocherà Flamini".
Prima di scendere in campo, però, tutti davanti alla tv. A seguire Inter-Udinese. "La guarderò per interesse, nel senso che mi piace il calcio. Fortunatamente dipende da noi, se vinciamo a Lecce restiamo davanti. E se le vinciamo tutte vinciamo il campionato. Ma l'Inter lotterà con noi fino alla fine".