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giovedì 15 ottobre 2009

GILA STENDE IL CIPRO


E' l'uomo del momento. Ha siglato il gol qualificazione al Mondiale in Irlanda e impedito all'Italia di perdere l'imbattibilità nel girone quando ormai la gara contro Cipro era compromessa. Alberto Gilardino è l'uomo in più degli azzurri, deciso a recitare un ruolo di protagonista assoluto nell'attacco, oggi sperimentale (con con Rossi e Pepe), della formazione di Lippi, schierata a Parma dando spazio a volti nuovi. E l'esordiente, tra i pali Marchetti, al di là delle due reti subite ha dimostrato di essere degno sostituto di Gianluigi Buffon.

Gara cominciata in salita per gli azzurri a causa del gol di Okkas al 12' abile a cogliere impreparata la difesa azzurra, troppo lenta nel tentativo di mettere in fuorigioco l'avanti isolano. Il gol del 2-0 a firma di Michail sembrava aver definitivamente abbattuto la resistenza italiana ma gli ingressi di De Rossi, di Di Natale e di Camoranesi hanno restituito nuova linfa agli uomini di Lippi capaci di rimontare in pochi minuti lo svantaggio.

Il finale tutto in crescendo dell'Italia , con il terzo gol di Gila, ha consentito alla squadra di Lippi di chiudere in bellezza le qualificazioni e di poter ambire a un ruolo da protagonista nella coppa del mondo.

ITALIA-MALTA 3-2



LIPPI NEL POST-PARTITA

L'ARGENTINA VOLA IN SUD AFRICA

L'Argentina si qualifica per iMondiali vincendo per 1-0 controUruguay e costringendo allo spareggio proprio gli avversari battuti a Montevideo con un gol Bolatti a 5 minuti dalla fine. La qualificazione è stata però macchiata da Maradona, che dopo la gara ha insultato i giornalisti: "Dopo la vittoria potete anche continuare a succhiare... Mi avete trattato senza rispetto, non ho viglia di condividere questa vittoria con voi".

Dopo la sconfitta, l'Uruguay giocherà le due gare di spareggio (in programma a novembre) per poter andare in Sudafrica contro il Costa Rica.
Nella Nazionale di Maradona, invece, ancora una volta ha deluso Leo Messi, mentre Veron si è imposto a centrocampo, dettando i ritmi della sua squadra, che pur non giocando bene è riuscita a neutralizzare gli uruguaiani. Uruguaiani che hanno finito la partita in dieci per l'espulsione di Caceres al 37' del secondo tempo.

Maradona è apparso furioso contro i giornalisti, rei di averlo criticato troppo in questi mesi: "E' un privilegio portare l'Argentina al Mondiale. Voglio ringraziare i tifosi, solo loro. La mia famiglia, Dalma, Gianinna. Solo loro. C'è gente che non se lo merita. Ho la memoria lunga: è per quelli che non hanno creduto e mi hanno trattato come spazzatura. Ce l'abbiamo fatta senza l'aiuto di nessuno e con tutti gli onori, di fronte a una grande squadra come l'Uruguay". Infine, Diego non conferma se sarà o meno allaguida dell'Argentina ai mondiali: "Devo parlare con Grondona".





URUGUAY-ARGENTINA 0-1



MARADONA AL TERMINE DELLA GARA

SVEZIA OUT,PORTOGALLO IN

Niente Mondiale per Zlatan Ibrahimovic. Nel gruppo 1 la Sveziavince (4-1 all'Albania) ma fa lo stesso il Portogallo di Cristiano Ronaldo (4-0 con Malta), che va agli spareggi. Conquistano il pass diretto per il Sudafrica la Svizzera (0-0 con Israele) e la Slovacchia di Hamsik (1-0 in Polonia). Con il Portogallo dovranno disputare i playoff anche laFrancia (3-1 sull'Austria), la Grecia, la Slovenia e l'Ucraina di Shevchenko.

Svizzera e Slovacchia vanno ad aggiungersi alle altre sette nazionali della 'zona europea': Olanda, Inghilterra, Spagna, Germania, Italia, Serbia e Danimarca. Ai playoff (andata 14, ritorno 18 novembre) anche Russia, Bosnia e Irlanda.


SVEZIA-ALBANIA 4-1




Portogallo-Malta 4-0



Bosnia-Spagna 2-5

mercoledì 14 ottobre 2009

ITALIA,FESTA A PARMA

Ultima seduta di allenamento aCoverciano prima della partenza perParma per la nazionale di Marcello Lippi. Il tecnico degli azzurri, prima di far svolgere alcune partitelle a metà campo, ha radunato l'intera rosa a sua disposizione parlando per circa 20'. Nelle partitelle (pallamano e poi calcio) spicca la doppietta diGiuseppe Rossi, schierato alle spalle di Gilardino. Buffon, intanto, alle prese con i guai al ginocchio, si è allenato a parte.

Il ct ha schierato la probabile formazione anti-Cipro con Marchetti in porta, Santon, Cannavaro, Gamberini e Bocchetti in difesa, centrocampo con Gattuso e D'Agostino, Gilardino unica punta e alle spalle il tridente formato da Giuseppe Rossi, Pepe e Quagliarella.

Oltre alla punta del Villarreal, doppiette anche per De Rossi, Pepe e Gilardino. Nella parte centrale dell'allenamento lavoro di scarico atletico, con corsa su ostacoli bassi e pali verticali. Nella parte tattica Pepe è stato schierato interno di centrocampo in una linea mediana con D'Agostino e Gattuso, con Gilardino unica punta e ai suoi lati Quagliarella e Giuseppe Rossi. Da segnalare che i match di pallamano e di calcio sono stati alternati da capriole, eseguite anche dal ct Marcello Lippi.

MARADONA A MESSI:"REGALAMI TRE PUNTI"

Nessun problema di conmunicazione, nessuna difficoltà nel gestire il rapporto con Leo Messi. Diego Armando Maradona ha, in queste ore, "parlato molto" con il fuoriclasse del Barcellona, spronandolo a diventare il leader della squadra nel big match che si disputerà nella notte a Montevideo tra l'Argentina e l'Uruguay (inizio ore 24). Una partita delicatissima, perché deciderà il destino delle due nazionali nella corsa al Mondiale 2010. La Seleccion e la Celeste, infatti, giocheranno sapendo di essere padrone del proprio destino, mentre in caso di sconfitta la loro sorte dipenderà dall'esito di Cile-Ecuador. L'Argentina ha due risultati possibili per guadagnare l'accesso diretto alla fase finale (in caso di pareggio, soltanto un'improbabile goleada dell'Ecuador costringerebbe la nazionale di Maradona agli spareggi), mentre l'Uruguay sa che il pari potrebbe non bastare per centrare lo spareggio con la quarta del Concacaf.
Secondo quanto riporta la tv argentina Tyc Sports, Maradona avrebbe ricordato a Messi che, se riuscirà a giocare una buona partita contro gli uruguaiani, avrà la possibilità di cancellare le critiche e le polemiche circolate questi ultimi giorni a Buenos Aires, dopo le deludenti prestazioni del giocatore del Barca con la maglia della nazionale. Molti media locali hanno oggi respinto quanto pubblicato ieri in Spagna sulla mancanza di dialogo e i presunti rapporti tesi tra l'ex Pibe de oro e Messi.

U-21,ITALIA CHE PASSO FALSO!

Dopo il ko col Galles, un altro passo falso per l'Italia Under 21 nella terza partita delle qualificazioni all'Europeo di categoria. A Mantova gli azzurrini non vanno oltre l'1-1 con la Bosnia Erzegovina, ultima in classifica. La squadra di Casiraghi passa in vantaggio con Marilungo al 9', bravo a concludere una bella azione. Alla mezzora, però, arriva il pareggio ospite con Coric. Nella ripresa l'Italia cerca il gol, ma senza esito.

La partita era iniziata bene per l'Italia che dopo nemmeno dieci minuti passa in vantaggio: bella l'azione Balotelli-Poli, bravo Marilungo a finalizzare con un piatto destro che supera Sehic. Con il passar dei minuti cresce la Bosnia che mette in mostra buone individualità e, al 30', trova il gol del pareggio: bello l'assist di Galesic per Coric che dribbla Ranocchia e mette dentro con un bel destro a girare. Seculin, al 35', salva gli azzurrini respingendo un insidioso tiro-cross dalla sinistra di Galesic.

Nella ripresa l'Italia mette sotto la Bosnia, ma Sehic è bravissimo a dir di no prima a Marilungo e poi a Ogbonna. Ci prova anche Pasquato, poi Balotelli su punizione all'ultimo dei 4 minuti di recupero, Sehic respinge.

E adesso per l'Italia (4 punti in tre partite) è davvero dura. Anche Casiraghi lo sa bene. "Abbiamo disputato una partita a due facce: meglio il primo tempo. Abbiamo preso gol in superiorità numerica, abbiamo pagato a caro prezzo un errore. Poi, i nostri avversari si sono chiusi ed è stato tutto molto più difficile. Adesso il percorso diventa più duro di quanto non fosse prima di questa partita. Sul piano dell'impegno non ho nulla da rimproverare ai giocatori; ci manca un po' di qualità a centrocampo, forse ci vuole un po' di tempo", ha commentato.


ITALIA-BOSNIA 1-1




lunedì 12 ottobre 2009

CANNAVARO:"MI GIRANO I COGLIONI"

La Procura antidoping ha archiviato il procedimento aperto nei suoi confronti e ora Fabio Cannavaropassa al contrattacco: "Mi girano veramente i coglioni - ha detto testualmente il capitano azzurro - uno viene punto da un'ape e si trova subito sul giornale come dopato ma la cosa che mi dà più fastidio è che per la seconda volta con troppa facilità il mio nome è stato associato al doping. Qualche giornale ha calcato troppo la mano".

Il capitano azzurro, finito nel mirino a causa di un cortisonico assunto in seguito a una puntura d'ape si è scagliato contro i giornali che, a suo dire, per la seconda volta lo hanno frettolosamente bollato come dopato. "Io ho la coscienza a posto - ha aggiunto - quando è successo mi sembrava di sognare. Stampa e tv hanno esagerato".

Lo juventino ha poi ricordato il primo episodio per cui fu accusato di doping, ai tempi del Parma, quando venne diffuso un filmato che lo ritraeva mentre si iniettava una flebo prima della finale di Coppa Uefadel 2005: "Quella volta feci una cazzata a farmi filmare, anche se la sostanza tuttora non è proibita. Questa volta la cazzata è della Juventus, ma mi è sembrato tutto esagerato. Spero che questo dubbio non mi segua oltre oggi, la mia carriera è stata esemplare e all'insegna delle regole".

IBRA:"L'INTER NON E' COSI' FORTE"

Dal paradiso Barcellona Zlatan Ibrahimovic dà un'altra stoccata alla sua ex squadra: "All'Inter non c'erano tanti giocatori che facevano la differenza e quando uno di loro stava male, la partita diventava difficile - ha dichiarato l'attaccante svedese alla rivista Barca - Qui, anche quando qualcuno è fuori, restano altri giocatori che fanno la differenza e vinciamo. E' questo che fa del Barcellona una grande squadra".

Aveva preparato il suo ritorno a San Siro da ex, in occasione della prima giornata di Champions League, con frasi tutt'altro che distensive e benevole nei confronti dell'ambiente nerazzurro ("Penso che i veri tifosi sanno cosa ho fatto per l'Inter e prima che arrivassi io non avevano vinto per 17 anni. Quando sono arrivato io abbiamo vinto per tre anni fila. E sono stato lì solo tre anni..."). OraIbrahimovic torna a punzecchiare la sua ex squadra, sottolineando come la vita al Barcellona sia di tutt'altro tenore.

Lo svedese parla poi di Samuel Eto'o: "Lui ha fatto molto bene qui e io rispetto molto quello che ha fatto. E' un grande ma prendere il suo posto non mi ha creato pressione, al contrario è stato uno stimolo. Ma non ci possiamo paragonare perché siamo molto diversi". Infine elogi per Guardiola: somigliano molto a quelli che destinava a Mourinho. "Spiega bene quello che vuole e vuole sapere quello che più ti piace, quello che vuoi fare... Il dialogo è sempre aperto. Lui ha una mentalità vincente come me, ma vuole anche vincere con eleganza giocando un bel calcio".

ARGENTINA CONTRO MESSI


L'Argentina, nonostante il successo contro il Perù che la tiene in corsa per un posto ai Mondiali, non decolla e la stampa sudamericana se la prende con Messi. Da "Olé" a "La Nacion", passando per il "Clarin", su tutti i maggiori quotidiani argentini piovono accuse contro la "Pulce", che "non si prende le proprie responsabilità" e, mentre fa magie con la maglia del Barcellona, "diventa trasparente" quando indossa la casacca della Seleccion.

Un fantasma, insomma. Altro che Pallone d'Oro e miglior giocatore del mondo. Messi delude, non incide, manca di personalità. E', in una parola, un fallimento. Questo, almeno, a sentire la stampa del suo paese, che lo processa e lo mette in croce. Un po' a ragione, peraltro, perché Leo Messi, questo va detto, continua a mostrare grosse difficoltà inNazionale e non riesce a garantire alla banda di Maradona il salto di qualità che ci si aspetterebbe da uno come lui. "Si nasconde, non si prende le proprie responsabilità: non è Maradona e lo sa", affonda "Olé". "Ancora una volta Messi non ha dato tutto con la maglia della Nazionale. Non ci riesce da un'eternità", attacca invece "La Nacion". Perfino più duro il "Clarin", per il quale l'asso del Barcellona "continua a essere trasparente quando gioca con la Seleccion". Non il massimo per restituire fiducia a Messi, chiamato a trascinare la sua squadra in Uruguay, dove l'Albiceleste dovrà quantomeno pareggiare per difendere il quarto posto, l'ultimo valido per ottenere la promozione diretta in Sudafrica.

domenica 11 ottobre 2009

L' ITALIA AI MONDIALI !

A Croke Park l'Italia pareggia con un 2-2 che vale la certezza matematica della qualificazione ai prossimi Mondiali. In avvio Lippi presenta un'undici azzurro con Totò Di Natale preferito a Gilardino, spostando Iaquinta nella posizione di centravanti puro e piazza l'attaccante friulano a pungere sulla sinistra di un attacco che presenta anche Pirlo e Camoranesi come mezzepunte. A pungere, però, sono i ragazzi di Trapattoni, che alla prima occasione dopo otto minuti vanno in vantaggio con un gran destro da fuori area di Whelan che non dà scampo a Buffon e a una porta azzurra che non veniva perforata da 322'. Dopo l'1-0 gli azzurri provano a riversarsi in avanti, ma l'Irlanda la mette sul piano fisico ostacolando ogni velleità dell'Italia, che anzi finisce per subire più di quanto riesca ad offendere. Eppure dopo 25' si intuisce che qualcosa può cambiare quando Grosso scaglia una botta al volo di sinistro che il portiere avversario, Given, afferra in presa sicura: è il segnale per la carica dei campioni del Mondo, che pochi momenti dopo riacciuffano il pareggio grazie al colpo di testa di Camoranesi su calcio d'angolo. L'1-1 sembra togliere agli irlandesi il sacro fuoco che li aveva animati nel primo quarto d'ora, lasciando così modo alla banda Lippi di dialogare con fraseggi di prima a palla bassa anche se prima dell'intervallo l'occasione più ghiotta arriva solo al 40' e capita nuovamente sugli sviluppi di un corner: il protagonista questa volta è Legrottaglie, ma la sua schiacciata di testa non trova lo specchio della porta.

Pronti e via gli azzurri “rischiano” di passare in vantaggio alla prima azione della ripresa, ma viene annullato un gol per posizione irregolare di Iaquinta, che aveva tentato di correggere in porta un colpo di testa di Chiellini. Il secondo tempo è piuttosto confuso ma vivace, anche se di reali occasioni da rete non se ne vedono. L'undici italiano mantiene comunque per larghi tratti il pallino del gioco cercando un'opportunità per colpire. L'Irlanda, invece, procede a folate. La maggiore organizzazione azzurra produce poco, allora ci pensa Zambrotta ad agitare le acque con una cannonata di Zambrotta, che costringe l'estremo difensore avversario a rifugiarsi in angolo. A cinque minuti dal termine Given rischia però la frittata perché esce a vuoto su un calcio di punizione italiano diretto nell'area piccola ma, fortunatamente per lui, non viene punito per la leggerezza. I minuti finali sono vissuti tutti sul filo del rasoio, perché all'88' St. Ledger si inserisce in area sulla punizione di Hunt e di testa batte l'incolpevole Buffon. A quel punto però, quando gli azzurri sembrano ormai condannati alla prima sconfitta del loro cammino di qualificazione a Sudafrica 2010, Gilardino si erge a salvatore della patria toccando in allungo la palla che vale il 2-2 conclusivo che assegna a Lippi e a tutti i suoi ragazzi un biglietto aereo per il Sudafrica.

EIRE-ITALIA 2-2